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ULTIMO AGGIORNAMENTO
8 settembre 2012

LO SPINE, QUESTO SCONOSCIUTO.
All'inizio della vostra pratica arcieristica, l'istruttore della Compagnia, durante il corso che spero abbiate frequentato, vi ha sicuramente parlato dello "spine" (si pronuncia spain) e della sua "fondamentale" importanza nel funzionamento della "macchina" arciere-arco-freccia.
L'esperienza personale mi porta a ritenere che almeno il 70% degli allievi tenda a sottovalutare questo aspetto e continui a sottovalutarlo anche successivamente, nel proseguire la propria carriera arcieristica.
La soluzione della "questione spine" è invece la condizione fondamentale, imprescindibile, assolutamente necessaria per la pratica del tiro con l'arco.

paradosso dell'arciere

IL PARADOSSO DELL'ARCIERE
Un arciere per effettuare un tiro efficace deve porre il bersaglio, l’asta della freccia, il proprio corpo e la propria visione su una linea ideale, ma, al momento del rilascio, la corda tende a spingere la parte posteriore della freccia verso il centro dell’arco, spingendo la freccia lungo una traiettoria divergente dalla linea ideale di mira.
Se la nostra asta fosse assolutamente rigida, manderemmo la freccia decisamente all'esterno rispetto alla direzione voluta. Affinché la freccia non compia questa deviazione è necessario che, nell’istante in cui la corda trasmette alla freccia l’energia elastica immagazzinata dall’arco teso, l’asta subisca una flessione.
E’ necessario dunque utilizzare aste con un determinato grado di flessibilità (spine) che consenta alla freccia di uscire dall'arco senza entrare in contatto con esso, ma gli permetta invece, curvandosi e controcurvandosi, di "aggirare" l'arco e lasciare la corda, ritrovando, dopo alcuni metri (6), la rettilinearità corretta per proseguire il proprio volo fino al bersaglio.
(vedi qui una scheda da www.outlab.it)

Rappresentazione classica del "paradosso dell'arciere" (schemi relativi a un arciere destro):

schema relativo a un arciere destro

Rappresentazione (da una ripresa video) del paradosso dell'arciere (copyright www.outlab.it 2007):

Notare come la seconda rappresentazione, rispetto a quella "classica", evidenzi la differenza tra il piano di azione della corda e il piano della linea di tiro; da notare anche come la flessione dell'asta NON sia simmetrica.

Metodo della freccia spennata (nuda)
Una prova semplice ed efficace è quella di scoccare a breve distanza
* dal battifreccia (7/8 metri, quindi qualcosa in più dello spazio che deve percorrere la freccia per smettere di flettersi e ritrovare un moto rettilineo) un’asta spennata, priva cioè d’impennaggio, dello stesso tipo di quelle usate normalmente, allo scopo di evidenziare il suo comportamento in volo senza la parziale correzione data dall'impennaggio.
Se la freccia impatta con la cocca più a sinistra rispetto al punto di impatto della punta la nostra freccia è troppo flessibile, ha uno spine troppo elevato (foto a sinistra); se invece, al contrario, la cocca si trova più a destra rispetto al punto di impatto della punta (foto a destra) significa che la freccia è eccessivamente rigida (per arciere destro. In caso di arciere sinistro la valutazione è specularmente contraria). Nelle immagini è visibile sulle frecce "spennate" sottoposte al test un avvolgimento di nastro adesivo atto a sostituire il peso delle penne assenti allo scopo di rendere attendibile il test medesimo. Infatti l'assenza di tale peso, modificando il FOC, falserebbe il risultato della prova (più avanti in queste pagine il relativo approfondimento).

spennata morbida spennata rigida


Il primo arco, nato migliaia di anni or sono dall'intuizione umana, difficilmente possedeva una "finestra": aveva quindi un appoggio laterale della freccia decisamente divergente dalla mezzeria dell'arco stesso (divergente dalla linea della proiezione della corda sui flettenti).
E fino al 1930 si costruivano longbows privi di finestra. Gli archi moderni hanno invece una finestra atta a "facilitarne" l'aggiramento da parte della freccia.
Ma attenzione, non si tratta di una trovata moderna. (L'arco di Holmegaard)

* N.B.
Nel caso delle aste in legno potrà essere opportuno adottare una maggiore distanza, anche 15 metri o più. Questo per evitare che la violenza dell'impatto rompa l'asta al primo tentativo impedendoci gli aggiustamenti del caso. Successivamente, quando la nostra asta sembrerà volare correttamente, potremo allontanarci ulteriormente dal bersaglio per meglio evidenziare la necessità di ulteriori aggiustamenti.


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Zero ore
music by Emanuele Jaforte